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sabato 13 ottobre 2012

Bizzarrini 5300 GT "Strada" - Tra Le Migliori Opere di Giotto


Bizzarrini 5300 GT "Strada" - Tra Le Migliori Opere di Giotto










Le Automobili Bizzarrini fanno parte del patrimonio storico automobilistico italiano quanto gli altri marchi più famosi. Sfortunatamente l'avventura di Bizzarrini durò troppo poco per acquisire la stessa notorietà di Lamborghini o Ferrari.

Giotto Bizzarrini ha raccolto le sue esperienze di ingegnere lavorando con i  brand italiani del calibro di  Alfa Romeo, Ferrari, Iso Rivolta e collaborò anche con Lamborghini.

Nel '64 fondò finalmente la Prototipi Bizzarrini, elaborando la Iso Grifo A3C. La prima nata di casa Bizzarrini arrivò nel 1965, la 5300 GT Strada.





Prestazioni altissime e vocazione da vettura da pista, ed in effetti lo era!
Bizzarrini all'inizio voleva rinunciare perfino a rivestire il tunnel centrale e pensò che le bocchette dell'aria fossero superflue. Fortunatamente si adeguò alla massa.


L'ing. Giotto progettò la 5300 ricercando la migliore distribuzione dei pesi, come ho detto prima era un'auto da pista quindi a dispetto del nome "Strada" era molto limitata in fatto di comfort, raggiungere il posto guida non era un'impresa facile, il sedile non era regolabile, veniva fissato su misura del proprietario in fabbrica.






Il motore era nelle retrovie ma praticamente montato nell'abitacolo, la visibilità non era ottima né all'anteriore né al posteriore ma era il motore a contare e la tecnologia che Bizzarrini infuse nei 133 esemplari di 5300 "Strada".








Montava un V8 di 5358 cm3 e 365Cv capaci di uno 0-100 km/h in meno di 7 secondi, anche se nell'uso quotidiano diventava docile grazie alla coppia mostruosa che a volte aiuta.

Durante i suoi anni di produzione ,65-68 ,diede filo da torcere alla Ferrari 275 GTB e a chiunque osasse sfidarla durante le corse.
Sfortunatamente la Bizzarrini fu costretto a chiudere l'azienda nel 1969 e l'ingegnere non tentò più avventure imprenditoriali.







Tra i tanti owners Bizzarrini vi fu anche il noto cantante italiano Little Tony, grande appassionato di automobili sportive, lo Scià di Persia, Steve McQueen, Claudio Villa e Susanna Agnelli.















Gianmaria Modugno

lunedì 1 ottobre 2012

Lamborghini 350 GT - Come Nasce Un Toro


Lamborghini 350 Gt

Come nasce un toro? Beh, sicuramente dal matrimonio di un toro con una vacca, oppure dall'ira di un costruttore di mezzi agricoli: Ferruccio Lamborghini.
Non mi fraintendete, il signor Lamborghini non si è mai accoppiato con una vacca, ha semplicemente deciso ,in seguito alla famosa lite con Enzo Ferrari, di passare dai trattori alle auto sportive, mantenendo lo stemma del toro, suo segno zodiacale.




Oggi parleremo della prima Lambo (in realtà sarebbe la seconda se includiamo il prototipo 350 gtv), auto poco conosciuta ai semi-appassionati ma molto importante per l'intera umanità, senza di essa non esisterebbe il mito del Toro.

Fu un piccolo passo per l'uomo ma un grande passo  per Ferruccio, che costruì la sua auto pensando alle personali esigenze e tenendo conto di tutti i difetti della Ferrari 250, la pietra dello scandalo.

Lamborghini, testardo e ambizioso, parallelamente ai trattori costruì il primo toro (senza ricorrere alle vacche), la 350 Gtv. Ricorse addirittura  a Giotto…Bizzarrini (ex Ferrari) che sviluppò un V12 di 3484 centimetri cubici, 2 alberi a camme in testa per bancata, 360cv, telaio tubolare e sospensioni a ruote indipendenti. Affidò invece le linee a Franco Scaglione.






Dopo la presentazione del prototipo nel 1963 Bizzarrini abbandonò Lamborghini per mettersi in proprio.
La neonata casa automobilistica  assunse subito Dallara per i telai e Stanzani per i motori e affidò lo sviluppo della carrozzeria a Touring, che limò le forme del frontale e abbellì il posteriore.
La carrozzeria Touring si occupò dell'intero sviluppo della 350 Gt "di serie" e adottò per la costruzione, la struttura Superleggera (lamiere piegate su tubi d'acciaio). Si pensò a migliorare il lato tecnico, rendendo più docile il motore, ora capace di 320cv e montando 4 freni a disco. Fu presentata nel marzo del 1964 al salone di Ginevra e pochi anni più tardi furono aggiunti come optional i sedili posteriori. La 350 Gt cambiò nome e cilindrata diventando 400 Gt nel 1966, si adottarono anche sincronizzatori Porsche per il cambio e fu prodotta fino al 1968 in 416 esemplari lasciando il posto alla Islero.

Così nascono i tori, da uomini straordinari!
                                                          
                                               Gianmaria Modugno