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mercoledì 28 novembre 2012

1976 Claude Lelouch "C'était Un Rendez-vous" - Tra I Migliori Film dell'Automobile

Avete mai sentito parlare di "C'était Un Rendez-vous"? No???
E' un cortometraggio di 8 minuti del regista francese Claude Lelouch. Quando uscì nel 1976 fu subito censurato, non per scene di sesso o violenza bensì per le infrazioni del codice stradale commesse dal pilota durante le riprese. Mi spiego meglio, tutto ciò che vedrete nel video è stato filmato da una telecamera montata sul paraurti anteriore di una Mercedes 450SEL 6.9 che sfrecciava a tutta velocità attraverso Parigi alle cinque del mattino, non curante di semafori, precedenze e sensi obbligati.
Il sound è della Ferrari 275GTB di Lelouch, la guida è ufficialmente quella dello stesso regista, ma alcuni rumors parlano di un misterioso pilota di F1.
Il Film termina proprio con il Rendez-vous ossia l'appuntamento che ha il protagonista con la sua amata... finale romantico.
Solo pochi anni fa questo simpatico film è stato reso accessibile al pubblico. Che ragazzaccio questo Lelouch!
Vi lascio a video e foto! Buon Divertimento

Click Here For "C'etait un Rendez-vous"










Claude Lelouch - C'était Un Rendez-vous from Gianmaria Modugno on Vimeo.

sabato 10 novembre 2012

30th Anniversary - Mercedes 190


30th Anniversary - Mercedes 190








Solitamente MestCar non parla di automobili prodotte in un milione ottocentosettantanove mila e seicentoventinove esemplari… oggi però festeggiamo con un po' di anticipo il 30° anniversario della Mercedes W201 ossia la famosissima 190.



Fu prodotta per dieci anni, la formula era geniale: costruiamo un'auto più piccola della W123 ma non rinunciamo al comfort e alla tecnologia, Audi e Bmw ci sono riusciti! Più o meno è quello che si pensò in Mercedes quando si affidò la nuova berlina alla matita di Bruno Sacco.








Audi con la sua 80 aveva trovato una miniera d'oro e alla BMW andavano bene le vendite della berlina media, la Serie 3. 


C'era un nuovo cliente in vista: voleva il blasone ma  non voleva acquistare un'automobile che costasse quanto il suo appartamento. Da quel momento in poi questo cliente sarà la fortuna dei grandi marchi tedeschi.

L'8 dicembre 1982 Mercedes dimostrò al Mondo che anche un'auto a metà della gamma, nel segmento economico, può vantare eleganza e contenuti esclusivi fino a quel tempo dedicati solo alle ammiraglie.

La 190 adottava soluzioni tecnologiche molto all'avanguardia come lo schema delle sospensioni posteriori detto multilink ossia un sistema di 5 bracci che  ottimizzano il movimento della ruota.
All'anteriore montava sospensioni MacPherson, la trazione era come sempre posteriore e il motore anteriore. Oltre che nella forma anche nella tecnica si ispirava molto alla Classe S: sterzo a circolazione di sfere,quattro freni a disco e cambio manuale a quattro o cinque rapporti (tra gli optional l'automatico a quattro).
La 190 era anche molto sicura, basti pensare che nel ricco catalogo degli accessori vi era anche l'ABS in una delle sue prime apparizioni .

Le versioni favorite da MestCar oltre che dalla maggior parte degli appassionati sono certamente le Evoluzioni sportive della sobria ed aerodinamica berlina tedesca. La 190 E 2.3-16 fu la prima berlina vitaminizzata tra le case tedesche, M3 ed RS2 arrivarono dopo, la guerra senza fine tra vetture folli come queste comincia nel 1983.
La 190E 2.3 montava una variante sportiva del motore 2,3 Litri M102 dotato di testata a 4 valvole per cilindro (totale di 16) elaborato da cosworth  capace di 185 CV e ben 230 Km/h accelerando da 0 a 100 in 7,5 secondi. La 2.3-16 era speciale sia all'interno: sedili sportivi, quattro posti che all'esterno : spoiler, cerchi in lega, alettone posteriore  e passaruota allargati.

In Seguito al successo della velocissima berlina vi furono altre tre versioni: la 2.5-16 , la Evo e la Evo 2.
Quest'ultima prodotta in 502 esemplari fu introdotta nel 1989, raggiungeva i 250 km/h ed il suo motore ancora rivisitato rispetto alla versione precedente sprigionava 235cv a 7200 giri/min nella versione stradale.
Questa vettura partecipò al campionato DTM nel 1991 vincendo  con al volante Klaus Ludwig. Insomma, la 190 fu una vettura fortunata dall'inizio alla fine della sua carriera. 

Belle auto... non se ne fanno più!!!


Gianmaria Modugno

lunedì 5 novembre 2012

Peel P50 - Pocket Car


Peel P50 - Pocket Car




1 metro e 34 centimetri di lunghezza, 99 centimetri di larghezza e 59 chili di peso e senza retromarcia! Non è uno scooter né una moto, è un'automobile! La Peel P50!
Prodotta all'Isola di Man dalla Peel Engineering Company dal 1963 al '64 in soli 47 esemplari.




Soluzione ingegnosa per l'epoca, lo sarebbe anche oggi vista la maleducazione del cittadino medio che usa l'automobile anche per gli spostamenti più brevi.

Due ruote davanti trainanti e una dietro il tutto spinto dal vigoroso motore monocilindrico DKW raffreddato ad aria da 50 cm3.



La P50 era in grado di raggiungere i 61 Km/h, non era il massimo della comodità e non aveva la retromarcia, certo visto il peso c'era la possibilità di parcheggiarla a mano e costava l'equivalente di circa 250 euro, ovviamente senza contare l'inflazione.



La Peel Engineering non si fece abbattere dai numeri di vendita  e nel  1965 produsse la Trident, prodotta in 82 esemplari.




Che dire, 2 litri e mezzo di benzina per fare 100 km, perfetta per le nostre moderne esigenze. In fondo cosa ha che non va? E' comodissima! Non vedo come abbia potuto essere venduta in così pochi esemplari.




Peel Trident


Peel Trident

Quest'auto è così particolare da essere stata una delle protagoniste della serie televisiva Top Gear, Jeremy Clarkson scorrazzava nel quartier generale della BBC indisturbato grazie alle dimensioni ridotte di questa piccola vettura.

Buona Visione!










martedì 30 ottobre 2012

1956 Ferrari 250 GT Boano esemplare 0569/GT - Vettura di Serie Che Beneficia dell'Esperienza della Competizione

1956 Ferrari 250 GT Boano esemplare 0569/GT - Vettura di Serie Che Beneficia dell'Esperienza della Competizione.



La prima Ferrari "di serie", virgolette d'obbligo, che ve ne pare? Bella,no?
Elegante soprattutto, diversa da come a quell'epoca erano solite essere le Ferrari, molto aggressive e dalla faccia scorbutica ma comunque belle.

Enzo Ferrari ha sempre avuto l'idea di dover proporre le sue creazioni anche a chi al volante non era proprio un asso, in effetti ci voleva non poca abilità a guidare i suoi bolidi. Con la Boano ci riuscì, "Sports Cars Illustrated"  dopo la prova su strada scrisse: "è un'auto che anche le donne più ricche di femminilità maneggeranno con facilità". Nonostante ciò la Boano ebbe una vita agonistica piuttosto brillante e piena di glorie.






Quasi tutte le Boano costruite partirono per l'America,anche se nel 1956 nel Nuovo Mondo vi era un solo concessionario Ferrari: La Luigi Chinetti Motors, proprio tramite questa concessionaria fu venduto ad un cliente di NYC l'esemplare oggetto del nostro auto-racconto ossia la numero 0569/GT.  Boano, delle circa 125 prodotte, ne  allestì (forse) 22 concarrozzeria in alluminio  e la 0569 è una di queste.
L'esemplare in questione ha cambiato molti proprietari tra cui una ricca donna Texana, è stata restaurata la prima volta alla fine degli anni 80in Inghilterra, il lavoro costò 115.000 sterline. 
Nonostante la vettura sia uscita dalle carrozzerie Boano  in colore argento metallizzato e interno Blu, durante il restauro si optò per un Blu Visone con tetto argento e interno in pelle beige chiaro con cadenzino blu per richiamare il colore esterno.


L'auto viene portata a tutti i maggiori concorsi  tra cui la Mille Miglia e partecipa all'asta Brooks di Gstaad nel 1999 dove viene ceduta ad un fortunato olandese per 245.000 franchi svizzeri. Nei successivi 10 anni continua a partecipare ai concorsi di eleganza più famosi e nel 2009 viene affidata a RM Auctions insieme ad altre Ferrari della stessa collezione. Trova il suo nuovo proprietario in Theo Spooren per 401.500 dollari un collezionista belga. Nonappena arriva nelle mani di Spooren viene revisionata nell'autofficina Bonini di CadelBosco di Sopra dove il V12 viene scomposto e revisionato in ogni sua piccola parte.

Una gran Bella vettura di serie, sulla brochure c'era scritto: "vettura di serie che beneficia dell'esperienza della competizione".



Un po' di dati :
Il motore è il classico V12 di 2953,21 cm3 in grado di sviluppare 220CV a 7000g/min, tre carburatori Weber da 36. Trazione rigorosamente posteriore, Cambio a 4 marce PORSCHE, ammortizzatori idraulici, sospensioni anteriori a ruote indipendenti, posteriori a ponte rigido, freni a tamburo. Tutto per una velocità massima di 230 Km/h. 







Gianmaria Modugno

domenica 28 ottobre 2012

1947 Cisitalia 202 - Piccola e Leggera


1947 Cisitalia 202


Cisitalia ossia Compagnia Industriale Sportiva Italiana, un'altra eccellenza italiana che durò solo 17 anni. Come molte altre case automobilistiche anche Cisitalia nasceva dalla passione di un ricco e abile produttore tessile piemontese: Piero Dusio. 
Dusio oltre alle sue imprese importanti, vantava delle amicizie particolari come quella con la famiglia Porsche. Addirittura fu lui a pagare il riscatto per consentire a Ferdinand Porsche di poter uscire dalle galere Francesi dove era recluso come criminale di guerra. Un genio indiscusso dell'ingegneria era un criminale di guerra??? Ovviamente no! Aveva però ideato auto e altri veicoli militari per il regime nazista, questo faceva di lui un Nazista, un criminale.

Dusio nel 1947 pagò un riscatto di Un Milione di Franchi in cambio di un favore, Ferry Porsche avrebbe  dovuto costruire una vettura da F1 in grado di sovrastare le altre ad ogni costo. Nacque così la 360 , una monoposto con un motore 12 cilindri boxer sovralimentato di 1500 cc, montato al posteriore, in grado di sviluppare oltre 500CV. Trazione integrale e linee che ricordavano le autounion progettate da Ferdinand negli anni 30.
Senza altre divagazioni parliamo della 202, una delle Gran Turismo più belle mai create, linee nobili, eleganti e sobrie, la forma classica delle auto di latta dei bambini. Bellissima! Talmente bella che dal 1951 è esposta al Museum of Modern Art di New York come esempio di scultura mobile.



 La 202, progettata da  Giovanni Savonuzzi, pesava solo 780Kg, il suo piccolo motore da 4 cilindri erogava 55Cv a 5500g/min ma erano abbastanza per portarla a 165Km/h.
Il peso molto ridotto garantiva spazi di frenata molto contenuti anche con i freni a tamburo, lo sterzo invece risultava essere molto duro nelle manovre da fermo, derivava infatti dalla Fiat Topolino. Era comunque molto preciso.
Furono prodotti 220 esemplari di questa meravigliosa vettura e furono coinvolti nella costruzione i maggiori carrozzieri italiani: Castagna, Vignale e Pininfarina.

Gianmaria Modugno


lunedì 22 ottobre 2012

Jeep - What Else?


Jeep












Jeep cosa significa? semplicemente è la pronuncia dell'acronimo GP , general purpose ossia uso o fine universale. Qualcuno  addirittura dice che gli USA abbiano vinto la seconda guerra mondiale grazie alla Jeep, si, i mezzi di Germania e Italia, rispettivamente Kubelwagen e Fiat 508 M, erano troppo lenti rispetto alla Jeep e soprattutto non avevano la trazione integrale. In poche parole la guerra finì con una gara di velocità e gli USA vinsero molto facilmente grazie ai 60Cv  di potenza che mediamente erogavano le Jeep prodotte da Willys, Ford e Bantman.
















La superiorità tecnica della Jeep impressionò  gli stati alleati a tal punto che Russia e Gran Bretagna acquistarono tutte le Jeep prodotte dalla Bantman.
In effetti la Jeep era inarrestabile, c'era la possibilità di 
montare un snorkel per far respirare il motore anche sott'acqua in modo da poterla calare in mare già a pochi metri dalla riva. Montava degli ammortizzatori idraulici indipendenti e delle sospensioni a balestra, gli pneumatici invece avevano 6 tele. Nel caso di trasporti ferroviari, nei quali le jeep erano largamente impiegate, si potevano rapidamente riporre le ruote sui fianchi e sostituirle con delle ruote per i viaggi su rotaie.
Furono costruite alla fine della Guerra 634569 Jeep di cui 2642 Bantam, 350349 Willys e 281578 Ford.
 Dopo il conflitto furono prodotte su licenza da marchi francesi  e russi e per un breve periodo anche l'esercito americano continuò ad utilizzarla fino allo sviluppo di nuovi mezzi più tecnologici.

Dal 1944 al 1986 la Willys produsse  la Jeep CJ, Civilian Jeep, che grazie alle sue doti fuoristradistiche diventò un'icona dell'offroad. Ebbe alcuni famosi pacchetti di allestimento: Renegade, Gold Eagle, Laredo e Jamboree Edition.

Dal 1987 a Oggi invece la CJ ha cambiato il suo nome in Wrangler e anno dopo anno viene addomesticata nell'interno ma rimane l'inarrestabile Jeep di un tempo!


Bella, cruda e coraggiosa perché non si ferma davanti a niente ed è anche la mia auto preferita! Provate a contraddirmi…








Gianmaria Modugno

giovedì 18 ottobre 2012

1959 Maserati 3500 GT Spider Vignale - Proprio Una Bella Scoperta!


1959 Maserati 3500 GT Vignale Spyder





Maserati, come gli altri costruttori di automobili italiani, non era solito costruire belve dall'aspetto inquietante e ,lasciatemelo dire, talvolta anche poco elegante (Tamarro), era famoso per le splendide Granturismo che negli anni 50 e 60 popolavano, abbellivano e dipingevano le strade più "in" del mondo!
Le auto di un tempo erano sì fatte di umile lamiera, ma emanavano calore, l'acciaio pareva pelle, forse perché erano disegnate da persone  (non da computer), forse perché ancora si inseguiva un sogno e non uno cx perfetto o una fredda centralina.






E' chiaro che  "The Mest's Car Collection" nutre una certa simpatia per le vetture che abbiano almeno 40 anni!








La Maserati 3500 GT, nel 1957, fu la prima vettura della casa del Tridente ad essere pensata per una distribuzione su larga scala, ne furono infatti costruiti 2220 esemplari. Non aveva particolari innovazioni 

tecniche in corpo ma si difendeva piuttosto bene: sorto il cofano c'era un motore derivato dalla 350S, 6 cilindri in linea bilatero da 3500cc, 3 carburatori Weber per un totale di ben 220cv a 5500 giri/min. Montava un cambio ZF a 4 Marce, freni a tamburo (freni a dico anteriori dal '59 ma solo come optional, di serie su tutti e due gli assi dal '62) e trazione posteriore con differenziale che diventò a slittamento limitato (optional) dal 1959.

Dal 1961 tutta la gamma 3500 GT si convertì all'iniezione, diventando così la prima auto italiana con motore ad iniezione, la potenza salì a 235cv.








Mentre Touring si occupava delle 1973 coupé e gli altri carrozzieri italiani dei 5 one-off, Vignale disegnò e vestì le 242 Spider. Le caratteristiche tecniche erano le stesse ma  il carrozziere torinese ne ritoccò le dimensioni accorciandola e stringendola proprio come farebbe un buon sarto con un vestito e riuscì a risparmiare qualche chilo, la spider pesava infatti 1380kg rispetto ai 1420 della coupé.



La Spider di Vignale ebbe successo anche all'estero, non a caso fu scelta per il ruolo da protagonista in alcuni film americani come Two Weeks in Another Town e Contratto per uccidere!

Una Bella Scoperta indubbiamente!











Gianmaria Modugno

martedì 16 ottobre 2012

1961 Fiat 1100 Special - Motorizzò l'Italia

1961 Fiat 1100 Special - Motorizzò l'Italia

Oggi ho ricevuto la telefonata di un caro amico che ha da poco ultimato il restauro di una Fiat, anzi, di UN Fiat 1100 Special del 1961 che da sempre è appartenuto alla sua famiglia. Come noterete nelle foto di seguito, gli anni passati in garage si vedono tutti ma la passione porta sempre ad ottimi risultati! Ora il 1100 è tornato a solcare le strade proprio come faceva un tempo, quando dopo la Seconda Guerra, l'Italia cominciava a riprendersi e le famiglie passavano dalla Vespa alle quattroruote. Il 1100 ha accompagnato in viaggio e a lavoro tanti italiani ed è per questo rimasto nel cuore di tutti. Buona Visione!
Gianmaria Modugno



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